Eccoci nell’era Mifid2: a ben guardare con attenzione sono due gli avvenimenti principali che hanno modificato strutturalmente il modello di consulenza sugli Investimenti nel nostro paese inserendo elementi di responsabilità sociale ed economica sia nel mandato del consulente che negli obblighi dei distributori. Prima di tutto l’esigenza di una certificazione di terzi sulle competenze e conoscenze previsti dalla Direttiva Europea Mifid 2 che è entrata in vigore nel gennaio di quest’anno. Dagli sportellisti agli operatori, fino ai consulenti finanziari identificati come fornitori di un servizio di consulenza di base, si moltiplicano le iniziative per facilitare il processo di certificazione che vede impegnate banche, reti, sim di consulenza e consulenti cosiddetti fee only. La Mifid 2 ed il Regolamento Mifir diventano i nuovi punti di riferimento che ruotano al centro di un nuovo rapporto con la clientela, più trasparente e più qualificato che dovrebbe contribuire a completare il processo di riorganizzazione della nuova architettura finanziaria post crisi globale. E che rappresenta un argine importante per ridurre ai minimi termini il rischio sistemico che ha compromesso l’andamento dei mercati finanziari per un lungo periodo, tra il 2008 e il 2013, andando ad impattare globalmente i mercati finanziari, le regole contabili internazionali e soprattutto la classe media e le famiglie, vittime per definizione degli effetti diffusi della crisi subprime e delle bolle speculative che ne sono derivate.

Finalmente, dopo un ampio dibattitto ed anni di ritardo, ha visto la luce all’interno del decreto salva risparmio un emendamento che introduce il Comitato per la Programmazione e il Coordinamento delle iniziative di Educazione Finanziaria, Previdenza ed Assicurazione, dedicato a definire una strategia nazionale sull’educazione finanziaria, colmando un divario che ci vedeva fanalino di coda dei Paesi dell’OCSE e del G20. Occorre dire che per nazioni come Australia, Canada , Stati Uniti , Francia, Cina, Russia (e molti altri) il fattivo impegno dei governi in materia di alfabetizzazione finanziaria ha prodotto risultati apprezzabili non solo dal punto di vista di una più diffusa “bancarizzazione” del risparmio e di inclusione sociale per i soggetti più deboli, ma soprattutto di supporto alle tematiche previdenziali per le nuove generazioni che affrontano un mondo del lavoro minato da elevati tassi di disoccupazione giovanile – gli stessi giovani che peraltro vengono allettati da facili guadagni con piattaforme di trading on-line e strumenti derivati più complessi simili come approccio ad una scommessa da lotteria. Ora comunque ci si muove anche in Italia. Un passo avanti è già stato fatto dal MIUR, il Ministero per l’Istruzione che, in accordo con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed in vista dell’imminente pubblicazione delle linee programmatiche ufficiali della strategia nazionale, ha già previsto nuovi percorsi formativi obbligatori nelle scuole in tema di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale. Inoltre, si sta prendendo coscienza che un più elevato livello di alfabetizzazione finanziaria ha ricadute dirette positive sul prodotto interno lordo e sulla competitività perché mette in moto processi virtuosi che offrono l’opportunità di offrire agli investitori temi legati alla finanza sostenibile e responsabile sul modello delle emissioni Jumbo Green Bond francesi e da parte della Bank of China (per un totale di obbligazioni emesse pari a 100 miliardi di dollari). Qualità dell’Educazione e sostenibilità economica e finanziaria sono del resto  pilastri strategici che che vanno al di là dei piani di riforme dei  singoli Paesi del G20 ma sono previsti negli accordi di mutuo impegno sui 17 obiettivi di sostenibilità globale  inseriti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In ogni caso va tenuto a mente che il nodo cruciale sta (quasi) sempre nello stesso alveo di sempre: l’educazione (in questo caso finanziaria), ovvero la capacità dei consulenti, indipendenti o dipendenti, di disporre di competenze adeguate e conoscenza dei prodotti offerti. Se si rileggono nel dettaglio le disposizioni contenute nelle linee guide dell’ESMA per la parte di Orientamenti – “Orientamenti sulla valutazione delle conoscenze e competenze” - e’ evidente che l’approccio alla clientela subisca un cambiamento radicale ed epocale. Una modifica di metodo e un aumento delle responsabilità in capo al consulente che favorisce anche una maggiore consapevolezza del processo di passaggio generazionale nella gestione di portafogli di consulenti finanziari senior, che spesso passano il testimone ai figli o a colleghi più giovani, con logiche professionali mutate e responsabilità necessariamente più ampie e stringenti, in ambito anche civile e sociale, per non aggiungere o sottacere a penali in casi estremi. D’altronde le continue sospensioni di consulenti da parte della Consob sono solo l’anticamera di un fenomeno di “bonifica “ del settore della consulenza attualmente in corso d’opera e dimostrano che nonostante gli sforzi fatti il monitoraggio dell’Autorità di Vigilanza dovrà essere comunque sempre più stringente e prevedere operazioni di verifica del rispetto di questi orientamenti - per quanto rafforzare un’attività di prevenzione del fenomeno di fraudolenza non sia così semplice senza una fattiva collaborazione delle reti e istituzioni che spesso cercano “soluzione interne“ a fenomeni simili e presentano ancora notevoli ritardi nell’adeguamento dei sistemi di controllo interno più avanzati, nonostante l’impeto sul Fintech. Infatti, le banche che hanno di fatto terminato l’adeguamento richiesto sulla profilazione e sulla reportistica , soprattutto delle operazioni in derivati non sono ancora la totalità in Italia. Le competenze dei consulenti di nuova generazione vedono così le “caratteristiche commerciali” del buon venditore perdere di importanza o essere ridotte ad una componente minoritaria rispetto ad un adeguamento delle competenze tecniche sui mercati che vanno, secondo ESMA, dalla capacità di spiegare il funzionamento dei mercati finanziari e la loro influenza sul valore e sul prezzo dei prodotti di investimento, alla descrizione dell’impatto dei dati economici e di eventi nazionali, regionali o globali sui mercati e sul valore dei prodotti offerti o raccomandati ai clienti. Ma non basta. ESMA puntualizza l’esigenza di saper distinguere tra rendimenti passati e scenari di performance futura nonché sui limiti dell’analisi previsionale. Seguono poi specifiche tecniche sui prodotti finanziari, la loro corretta valutazione e sulla struttura dei costi legati ad essi. Un impianto quindi non solo nozionistico ma di profonda conoscenza che prevede un pregresso storico non banale, e che fa sorridere al pensiero che molte presentazioni sui fondi comuni di investimento mostrano per esempio rendimenti dal 2009, come se il mondo dei fondi fosse nato solo dopo il fallimento Lehman, mettendo così in bella mostra gli anni dell’uscita dalla crisi ed evitando qualsiasi riferimento alla capacità di affrontare un crollo che ha segnato il mondo finanziario globale creando l’esigenza di questo cambio di rotta così radicale. Per il mercato italiano della consulenza che si muove sullo sfondo di una Borsa che conta poco più dello 0,6% della capitalizzazione mondiale, è inutile negare che concetti come le correlazioni dei mercati globali, la diversificazione del portafoglio e la conoscenza diffusa dei rischi di mercato che incorpora rischio tasso e rischio valutario, per non parlare di tematiche molto delicate come la liquidabilità degli strumenti e la loro effettiva liquidità sui diversi mercati, non sono propri della stragrande maggioranza dei professionisti che dovrebbero aderire alle linee guida ESMA. Ed è proprio dallo sforzo su base nazionale che istituzioni pubbliche e private stanno mettendo in campo sul vasto universo dell’educazione finanziaria che nasce un certo ottimismo che il cambiamento in atto non sia solo un mero adeguamento alle nuove direttive ma che porti ad una trasformazione rilevante di mentalità negli operatori, consulenti e negli attori di mercato a tutto vantaggio del cliente retail e delle famiglie. A questo proposito tra le iniziative messe in campo abbiamo avviato in collaborazione con ASSIOM FOREX, l’Associazione Italiana degli operatori dei mercati finanziari, e con l’ausilio dei docenti di Banca d’Italia, Consob e IVASS un’iniziativa al femminile basata su una task force di donne che vengono dalle sale operative e dal mondo della finanza operativa e che forniscono attività di docenza per corsi gratuiti e certificati proprio sui temi della pianificazione famigliare di base su vari livelli e di mentorship anche su ambiti finanziari e imprenditoriali focalizzati alla sharing economy. Da metà del 2018 saranno quindi avviate le attività sul territorio nazionale, e questo esempio rappresenta un segno di come partendo da un’esperienza di confronto con la realtà internazionale si può dare un contributo a quello che è un cambiamento civile e sociale in atto in un paese martoriato dalle crisi bancarie e finanziarie che colpiscono e affondano le loro spine anche molto localmente.

Le differenze di genere sull’alfabetizzazione finanziaria in Italia sono evidenti nei millennials come negli adulti e l’intento comune della task force di donne che si rivolgono ad altre donne e svolgono corsi di educazione finanziaria è volto ad una gestione consapevole del bilancio famigliare da un lato, e all’inclusione sociale per donne che escono da situazioni di isolamento economico legato a situazioni famigliari segnate da divorzi penalizzanti o da maltrattamenti. Durante la nostra partecipazione a Washington ai lavori dell’FMI e della Banca Mondiale, abbiamo condiviso l’obiettivo della Universal Access finanziaria (UFA2020) che mira entro il 2020 a contribuire alla crescita globale, promuovendo l’inclusione finanziaria di quegli adulti e famiglie che non sono coinvolti nel sistema finanziario formale, permettendo loro di raggiungere l’accesso ai conti correnti ed ai mezzi di regolamento finanziari consapevolmente e proattivamente per contribuire allo sviluppo del Paese.

Siamo di fronte ad una nuova sfida internazionale che attraverso la corretta applicazione delle direttive comunitarie cerca una ripartenza dopo una seconda e drammatica fase di deleveraging delle banche, che sono state fortemente penalizzate dall’ammontare di NPL che ha portato a limitare o annullare in certi casi i legami con le piccole imprese (PMI), ad eliminare posti di lavoro fino ad arrivare alle difficoltà di alcune banche locali colpite da scandali, come in Italia, e da attività fraudolente diffuse. La sfida più grande resta quella di aiutare a preservare una classe media fiaccata dalla crisi ed anche ridurre il diffondersi di difficoltà economiche per le famiglie, in cui gli individui senza accesso mezzi finanziari non sono in grado di risollevarsi o di contribuire al sistema economico. L’impegno quindi delle istituzioni civili e governative agisce su direttive ben precise per favorire la diffusione di una consulenza sempre più permeata da un elevato livello di educazione finanziaria rivolta ad investitori grandi e piccoli, senza però dimenticare la lezione della crisi che ci siamo lasciati alle spalle, e quindi nell’offrire un’attenzione particolare alle disuguaglianze sociali e all’iterazione di bisogni economici tra famiglie in difficoltà residenti e migranti con un mondo finanziario più attento e civilmente impegnato in una professionalità di elevato standing e con un sguardo lungimirante verso il cambiamento in atto. L’educazione finanziaria è uno strumento strategico da affiancare al nuovo processo di miglioramento della regolamentazione del suo sistema di riferimento. Affinché quest’ultimo possa essere più solido, sicuro e trasparente, riteniamo fondamentale la collaborazione di investitori e consumatori responsabili, tutti coinvolti attivamente nello sviluppo delle loro capacità finanziarie. L’educazione finanziaria inoltre favorisce un consumo intelligente di prodotti finanziari basato su decisioni informate e ben fondate. L’obiettivo non deve quindi solo essere quello di trasmettere conoscenze e capacità (educazione finanziaria), ma anche giungere a un giudizio informato al fine di arrivare a prendere, in un contesto reale, decisioni corrette nella gestione dell’economia personale (competenza finanziaria) per un futuro consapevole che vede le famiglie italiane protagoniste del proprio vivere economico e produttivo a 360 gradi ed a sostegno dello sviluppo del Paese.

 

Il glossario dell'articolo:

  1. Assiom Forex: Associazione operatori dei mercati finanziari, nata nel 1957 con la denominazione  FOREX Club Italia, rappresenta la capostipite delle associazioni finanziarie italiane e opera promuovendo e favorendo la crescita professionale degli operatori finanziari, attraverso la formazione, la divulgazione degli aspetti tecnici e delle pratiche di mercato.
  2. Esma: L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (European Securities and Markets Authority) è un organismo dell'Unione europea che, dal 1º gennaio 2011, ha il compito di sorvegliare il mercato finanziario europeo. A essa partecipano tutte le autorità di vigilanza bancaria dell'Unione europea.
  3. Fintech: Con il termine inglese FinTech, ci si riferisce alla tecno-finanza o tecnologia finanziaria, ossia a quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie messe a disposizione dell'ICT. È una branca dell'economia in forte crescita: la Fintech aveva un valore stimato, al 2008, di 930 milioni di dollari, arrivati a 12 miliardi al 2014, con oltre 4.000 aziende tecno-finanziare operative.
  4. Ivass: L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni è stato istituito con una legge dell’agosto 2012 nata anche come “spending review”. Questo è un'autorità amministrativa indipendente che esercita la vigilanza sul mercato assicurativo italiano, per garantirne la stabilità e tutelare il consumatore.
  5. Green Bond: Le “obbligazioni verdi”, o Green Bond, sono strumenti finanziari che hanno conosciuto un tasso di crescita straordinario dal 2007 a oggi. Sono obbligazioni come tutte le altre, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite, l’uso sostenibile dei terreni e altre a esse simili.
  6. MIFID 2: La MIFID 2 è una direttiva europea sui servizi finanziari, diventata operativa dal 3 gennaio 2018. La normativa rappresenta l’evoluzione della precedente disciplina, la MIFID (Markets in Financial Instruments Directive), del 2007. Lo scopo della MIFID 2 è quello di aumentare la tutela per chi investe, grazie a un maggior numero di informazioni e a nuove imposizioni per le imprese e gli intermediari finanziari (come gli istituti bancari, le Società di Gestione del Risparmio e le Società di Intermediazione Mobiliare). Con la MIFID 2 viene promossa una maggiore trasparenza e una miglior efficienza sui mercati finanziari.
  7. UFA 2020: L'obiettivo di UFA (Universal Financial Access), promosso dal World Bank Group, è che entro il 2020 tutti gli adulti che attualmente non fanno parte del sistema finanziario formale, abbiano accesso a un conto di transazione per gestire il proprio denaro, inviare e ricevere pagamenti come base elementare per poter amministrare le loro vite finanziarie. La World Bank e l'IFC si sono così impegnati a consentire entro il 2020 a un ulteriore miliardo di persone di accedere a un conto di transazione attraverso interventi mirati.
  8. IFC: La Società finanziaria internazionale (International Finance Corporation) è un'agenzia della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS). Fondata nel 1956 allo scopo di promuovere lo sviluppo dell'industria privata nei paesi in via di sviluppo attraverso l'erogazione di appositi investimenti e la mediazione verso il mercato internazionale del credito, l'IFC opera - in collaborazione con investitori privati - fornendo alle imprese private che dimostrino di poter essere efficienti, capitale proprio e capitale obbligazionario.