EDITORIALE

Crescendo si osa, e Infinito questa volta si occupa di indipendenza, tema che si può affrontare da mille angolature ma che nella storia dell’umanità e nella pratica quotidiana della vita è legato strettamente alla libertà: in primo luogo libertà da condizioni negative, ovvero condizioni che subordinerebbero i propri fini a quelli di altri, in secondo luogo libertà rispetto a condizioni e condizionamenti anche positivi, cioè la libertà di disporre di risorse in totale autonomia.

Detto questo, Infinito segue il metodo giusto: far emergere indipendenza (e libertà) dai comportamenti concreti. E voglio ringraziare per questo innanzitutto Letizia Moratti e la sua famiglia per l’impegno gigantesco e i risultati decisivi per la vita di migliaia di persone negli anni: la comunità di San Patrignano rappresenta il crinale più delicato della ricerca dell’indipendenza, fino al punto da dover vietare ai componenti della comunità di innamorarsi tra di loro perché ancora deboli e quindi non in grado di gestire con la necessaria autonomia il rapporto di coppia. Una disciplina ferrea necessaria per abbandonare la dipendenza dalle droghe e poter tornare ai gesti quotidiani della vita e degli affetti. E Letizia ce ne parla quasi dissimulando di aver dato vita insieme al marito Gian Marco ad un esempio unico nel mondo. E’ più facile (ma meno emotivamente coinvolgente) appassionarsi a come Peter Amadeo Giannini, figlio di un emigrato italiano, mise la sua esperienza di giovane banchiere e i pochi capitali che allora aveva a disposizione dei terremotati di San Francisco all’inizio del secolo scorso creando da quella grande dimostrazione di fiducia reciproca tra chi prestava senza garanzie e chi si impegnava a restituire sul proprio onore, la più grande e indipendente banca degli Stati Uniti, quella che creò e sostenne, tra l’altro, Hollywood e Walt Disney.

Oppure seguire con preoccupazione la cruda analisi di Delio Fabbri non solo sulla non indipendenza geopolitica dell’Italia ma sulle analoghe difficoltà dell’Europa. Europa che deve ringraziare, aggiungo a sostegno delle tesi di Bini Smaghi sulla necessaria e pure spesso contestata autonomia delle banche centrali, l’indipendenza e il coraggio di Mario Draghi nell’imporre all’Europa del Nord la necessità di capire le ragioni di quella del Sud e cercare di unirle nel contrasto alla recessione che ora non sta risparmiando nemmeno la Germania. Ovviamente, concordo con le opinioni del professor Noera sul valore dell’indipendenza nella finanza e, soprattutto, nel tutelare i patrimoni dei risparmiatori (i nostri clienti lo sanno bene). Mi fa molto piacere che Infinito sia ancora ospite d’onore di Artissima: se l’artista non fosse libero, cioè indipendente e autonomo, non potrebbe dare un nuovo senso al fare e alle cose del fare, sarebbe tutt’al più un bravo esecutore. E apprezzo molto il lavoro che il Quirinale sta facendo per mantenere un filo rosso tra arte antica e contemporanea alla “Casa degli italiani” del presidente Sergio Mattarella.

Dario Tosetti