Arte e moda hanno da sempre condiviso una comune fonte d’ispirazione e uno stretto legame simbiotico. Già negli anni Venti e Trenta, la stilista Elsa Schiapparelli collaborò con Salvador Dalí e Alberto Giacometti: i suoi bozzetti ed i suoi gioielli furono largamente influenzati dai surrealisti; negli anni Sessanta, Yves Saint Laurent, trovò ispirazione nelle creazioni di Piet Mondrian, Picasso e Van Gogh; mentre Gianni Versace era solito commissionare opere d’arte ad artisti come Alighiero Boetti e Roy Liechtenstein per il lancio delle sue collezioni di moda. Accanto al connubio tra arte e moda dal punto di vista creativo, a partire dagli anni Novanta si sono moltiplicate le iniziative volte all’istituzione, da parte di celebri marchi della moda, di fondazioni culturali aventi quale scopo quello di promuovere l’arte contemporanea, assicurando alle società titolari dei marchi vantaggi non solo sul piano del ritorno d’immagine, ma anche in termini fiscali. Si pensi alle fondazioni dei celebri brand della moda come Cartier (Fondation Cartier pour l’Art Contemporain), Louis Vuitton (Fondation Louis Vuitton), Prada (Fondazione Prada), Fendi (Fondazione Alda Fendi), Trussardi (Fondazione Nicola Trussardi) o Furla (Fondazione Furla). Dall’altro c’è indubbia             mente da considerare che gli stessi stilisti, molto spesso, sono anche appassionati collezionisti di arte contemporanea, come, per l’Italia, Gimmo Etro, Angela Missoni, Dino Facchini o Consuelo Castiglioni, anima creativa del brand Marni, così come a spasso per il mondo, Tony Salamé, fondatore della catena di moda Aïshti fino ad arrivare ai fratelli Mariciano, ideatori del marchio Guess. Tra questi il più facoltoso risulta certamente essere Bernard Arnault, magnate del lusso e proprietario del noto gruppo LVMH, dotato di un patrimonio stimato di 111 miliardi di dollari che lo colloca al secondo posto della classifica di Forbes. Noto collezionista, Arnault è riuscito a integrare l’arte al business fino a inaugurare nel 2014 la sede della Fondazione Louis Vuitton, museo d’arte contemporanea situato a Parigi e progettato da Frank Gehry dove è esposta la sua collezione privata. Tra gli altri su cui in questo articolo vorremmo concentrare l’attenzione ci sono poi Miuccia Prada, riconosciuta da Art Review come una delle personalità più influenti nell’ambito dell’arte a livello internazionale, e François Pinault, proprietario del gruppo Kering e fondatore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia e del nuovo spazio alla Bourse de Commerce di Parigi che aprirà a giugno.

Bernard Arnault

Cresciuto nel Nord della Francia e laureatosi alla prestigiosa École Polytechnique, Bernard Arnault è l’uomo più ricco di Francia e la perfetta incarnazione del tycoon. Dal 1989 è presidente e CEO del gruppo LVMH, il cui portafoglio comprende oltre 70 marchi di alta moda come Christian Dior, Bulgari, Fendi, Givenchy, Kenzo, Loro Piana e Louis Vuitton e una rete di vendita al dettaglio di oltre 4.590 negozi sparsi in tutto il mondo. Dopo una breve esperienza negli Stati Uniti come costruttore, rileva i più importanti gruppi del settore luxury globale e dal 1999 al 2003 gestisce anche la casa d'aste Phillips de Pury & Company. Figura sui generis tra i CEO più influenti del mondo, Arnault incarna lo spirito del mecenate rinascimentale del XX secolo, con una passione per il collezionismo di opere d’arte moderna e contemporanea, coltivata a seguito di un incontro fortunato con Jean-Paul Claverie, il consigliere di Jack Lang (ministro della cultura in Francia fino al 1993). Un’intesa che porta Claverie a lasciare la sfera politica per affiancare il CEO nello sviluppo di una strategia istituzionale che comunichi l’impegno del gruppo nel mecenatismo culturale. Quando nel 2006 crea la Fondation Louis Vuitton, l’idea originaria di Bernard Arnault è quella di donare alla Francia un ruolo di primo piano nello sviluppo della creatività artistica e culturale nel mondo e renderla accessibile ad un vasto pubblico, non solo quello più esperto o appassionato. Per la costruzione della nuvola o “nave di vetro”, come è stato rinominato l’edificio sede della Fondazione, progettato e inaugurato nel 2014 dall’archistar Frank Ghery, il CEO di LVMH ha ottenuto dal comune di Parigi un lotto gratuito di un ettaro nel Jardin d’Acclimatation a Bois de Boulogne per un periodo di cinquantacinque anni; una volta trascorso tale periodo la proprietà passerà nelle mani del Comune di Parigi che, porterà avanti la programmazione artistico-culturale della Fondazione.

Con i suoi undicimila metri quadrati, la Fondazione Louis Vuitton, rappresenta un punto d’incontro visivo, economico e concettuale tra il mondo del lusso, la moda e l’arte. Dimensioni di uno stesso universo che tendono a sovrapporsi tra loro e a convergere sempre più. Il caso Louis Vuitton è senza dubbio esemplare, utile a descrivere e rappresentare il legame stretto che unisce le aziende del lusso con l’arte, in quanto il brand, non solo ha stretto collaborazioni con artisti famosi, come Takashi Murakami, Yayoi Kusama, Richard Prince e Jeff Koons, per dare vita a edizioni limitate o capsule collection, ma allo stesso tempo ha ingaggiato importanti architetti per dare vita a nuovi flagstore e fondazioni e si è impegnato in attività di mecenatismo.

Nel corso degli anni, LVMH ha infatti sviluppato una strategia di sponsorizzazione poliedrica mirata alla cultura, con iniziative di grande spessore come il restauro della Bibliothèque-Musée de l’Opéra de Paris nel 1990, la donazione al Musée du Louvre per l’acquisizione del ritratto “Juliette Villeneuve” di David nel 1998, il restauro della Sala del Trono al Museo Correr di Venezia nel 2003 e il supporto al programma di restauro della Fontana di Trevi a Roma da parte della maison Fendi nel 2014. Ad aprile 2019, Bernard Arnault ha inoltre annunciato la donazione di 200 milioni di euro per la ricostruzione della cattedrale di Notre Dame di Parigi, simbolo della capitale francese, distrutta dall'incendio del 15 aprile scorso. Le attività di mecenatismo di LVMH sono il risultato di un processo di ricostruzione dell’immagine istituzionale del gruppo, la cui identità, fino al momento dell’acquisizione da parte di Bernard Arnault, era relegata esclusivamente agli aspetti finanziari (bilanci, rendicontazioni, quotazioni), considerati non più sufficienti a garantire un’immagine valorizzante agli occhi dei consumatori e degli investitori. Altri luoghi d’arte legati alla programmazione della Fondazione sono gli Espaces Louis Vuitton situati all’interno degli Champs-Elysées e nelle città di Tokyo, Monaco, Venezia e Pechino, i quali hanno presentato importanti pezzi d’arte contemporanea che vanno da Yves Klein a Matthew Barney e Doug Aitkenn nonchè la famosa Ballata di Trotski di Maurizio Cattelan.

Miuccia Prada

Miuccia Prada è la stilista e imprenditrice italiana, fondatrice dell’omonima maison che opera nel settore della moda. Grande collezionista e una delle donne più influenti del sistema dell’arte, apre nel 1993 a Milano, insieme al marito Patrizio Bertelli, uno spazio espositivo dedicato al sostegno di attività in ambito artistico e culturale. Spazio che dal 1995 verrà istituito come fondazione sotto la direzione artistica e curatoriale di Germano Celant. Successivamente nel 2011 Prada inaugura la sede veneziana della fondazione a Ca’ Corner, un palazzo settecentesco di cui la fondazione si è presa a carico un pluriennale restauro conservativo. Nel maggio 2015 Fondazione Prada apre al pubblico la nuova sede di largo Isarco nella zona sud di Milano, un vero e proprio centro culturale progettato dallo Studio di architettura OMA, mettendo in atto la più grande operazione culturale realizzata da un privato in Italia. Il complesso, che si estende su una superficie di circa diciannovemila metri quadrati, è caratterizzato da una particolare configurazione architettonica che combina sette edifici preesistenti facenti parte di una storica distilleria con tre nuove costruzioni, il podium, il cinema e la torre.

Infine, nel 2016, a seguito di un attento programma di restauro, viene inaugurato, nella cupola della galleria Vittorio Emanuele II a Milano, Osservatorio Prada, uno spazio espositivo dedicato alla fotografia e ai linguaggi visivi. In oltre vent’anni di attività la fondazione si è impegnata nell’instaurare un dialogo costante con istruzioni e musei internazionali collaborando con artisti contemporanei di fama mondiale, come Louise Bourgeois, Robert Gober, Walter De Maria, Thomas Demand, John Baldessari, e presentando progetti speciali in Italia e all’estero, quali Double Club di Carsten Höller a Londra, Prada Transformer di OMA a Seul e 24h Museum di Francesco Vezzoli al Palais d’Iéna a Parigi. Le funzioni di corporate governance della Prada S.p.A., main sponsor della fondazione e delle sue attività, trovano ispirazione negli stimoli culturali veicolati dai due collezionisti e amministratori delegati che grazie ad investimenti e sponsorizzazioni, dotano il brand di un’immagine capace di interagire creativamente con il territorio. Di rilevante interesse è infatti la decisione del gruppo di adibire a sede espositiva permanente una ex distilleria degli anni dieci del secolo scorso, creando così un interessante processo di interazione tra un edificio storico ed un complesso architettonico innovativo dal punto di vista dei materiali utilizzati e del design ricercato.

La posizione decentrata della fondazione, si rivela al di fuori dei tradizionali percorsi turistici e circuiti museali andando così a creare un nuovo polo culturale ai confini di Milano. La fondazione può dunque considerarsi promotrice di un importante progetto di urban regeneration: l’arte contemporanea è qui diventata uno strumento di riconversione e riqualificazione della periferia sud di Milano. Considerata a tutti gli effetti benchmark culturale internazionale, Fondazione Prada è una delle principali istituzioni dedicate alla promozione di arte contemporanea a Milano e una delle rare realtà del territorio in grado di proporre programmi artistici diversificati dedicati a tematiche attuali che pongono al centro la discussione di temi e problematiche sociali. Il sostegno della Prada S.p.A. alle attività di interesse culturale è riconosciuto in tutto il mondo grazie anche agli interventi effettuati al di là del territorio italiano. A seguito di una proficua collaborazione con CESE (Conseil Économique, Social et Environnemental), volta a promuovere progetti culturali, artistici e di moda, il Gruppo Prada ha finanziato nel 2013 il restauro delle facciate del Palais d’Iéna di Parigi, sede del CESE e dal 2011 location ufficiale delle sfilate del marchio MiuMiu. Guardando all’Oriente, invece, la Cina occupa un posto di rilievo nell’immaginario Prada – quotata sulla borsa di Hong Kong dal 2011 – e questa passione si è concretizzata nel 2011 quando Villa Rong Zhai, residenza storica del 1918 ubicata nel quartiere centrale di Shangai, è stata restaurata e divenuta Prada Rong Zhai.

François Pinault

François Pinault è tra i più grandi collezionisti di arte contemporanea del mondo. Nato in Francia nel 1936, Pinault, possiede un impero commerciale di beni di lusso. Noto prima come PPR (Pinault-Printemps-Redoute) e poi come Kering, l’impero di Pinault è il terzo gruppo al mondo nel settore dei beni di lusso. Nel 1998 ha acquisito il 30% della casa d’aste Christie’s, evidenziando ulteriormente il suo coinvolgimento con l’arte. Attraverso la Pinault Collection ha sviluppato un progetto culturale destinato a promuovere l’arte contemporanea e renderla accessibile a tutti. La sua visione si alimenta con la volontà di condividere questa passione con il maggior numero di persone e si accompagna a un impegno duraturo nei confronti degli artisti e della creazione contemporanea. Dal 2006, il progetto culturale di François Pinault si articola intorno a tre assi: l’attività museale a Venezia, un programma espositivo fuori sede e iniziative di sostegno agli artisti e di promozione della storia dell’arte. L’attività museale della Pinault Collection si svolge a Venezia a Palazzo Grassi da una parte e Punta della Dogana dall’altra. Oltre a Venezia, le sue opere sono regolarmente oggetto di esposizioni in tutto il mondo. La Pinault Collection porta avanti infatti una politica di cooperazione con grandi istituzioni museali in tutto il mondo per lo sviluppo di prestiti e nuove acquisizioni congiunte (Centre Pompidou, LACMA, Philadelphia Museum of Art ecc.). L’apertura della Bourse de Commerce a Parigi nel 2020 rappresenta una nuova tappa nello sviluppo del progetto culturale di François Pinault e della sua famiglia. A partire da giugno, la struttura circolare, ristrutturata dall’archistar Tadao Ando, ospiterà la Collezione Pinault, una raccolta sterminata che comprende oltre tremila opere d’arte moderna e contemporanea, riunite in più di quarant’anni. In scena lavori di Marcel Broodthaers, Tatiana Trouvé, Zeng Fanzhi, Thomas Schütte e Thomas Houseago. François Pinault si è inoltre associato alla regione Hauts-de-France e alla città di Lens per creare una residenza di artisti, inaugurata nel 2015. Nel 2015 ha lanciato il Premio Pierre Daix che ogni anno conferisce un riconoscimento a una pubblicazione di storia dell’arte moderna o contemporanea.

Realtà a confronto

Fondazione Prada, Pinault Collection e Fondazione Louis Vuitton sono tre realtà molto diverse tra loro ma che hanno in comune l’arte contemporanea come campo di ricerca, la diffusione e promozione della cultura come scopo e la moda come settore di provenienza. Tutte e tre le istituzioni nascono infatti dalla passione per l’arte e dall’attività collezionista dei propri fondatori, nonché direttori delle rispettive case di moda. I coniugi Prada e Bertelli, fondatori di Fondazione Prada, sono rispettivamente direttrice creativa e CEO dell’omonima azienda; Foundation Pinault è di proprietà di François Pinault, grande magnate del mondo del lusso e della moda, proprietario del gruppo Kering; Fondazione Louis Vuitton nasce invece dalla passione per l’arte del tycoon Bernard Arnault, presidente e CEO del gruppo LVMH. Tutte le Fondazioni hanno avviato progetti di riconversione delle proprie sedi storiche e di riqualificazione del territorio circostante coinvolgendo grandi nomi dell’architettura contemporanea come Rem Koolhaas, Tadao Ando e Frank Gehry. Oltre alla volontà di creare delle destinazioni iconiche, appetibili per un pubblico diverso per interessi e nazionalità, queste Fondazioni sottolineano come la nuova frontiera del lusso sia sempre più legata ai temi di responsabilità sociale, in linea con una tendenza sempre più diffusa che vede le aziende di moda nel ruolo di promotori delle nuove generazioni nel mondo dell’arte, ma anche di patrocinio e tutela del patrimonio storico. Infine è fondamentale comprendere quanto le attività e i progetti sostenuti da ognuna di queste Fondazioni sia un driver verso una maggiore consapevolezza e conoscenza dell’arte contemporanea, un settore che spesso non ottiene i giusti riconoscimenti a causa della sua intrinseca complessità. Seppur con le proprie peculiarità queste istituzioni rappresentano un fondamentale pilastro per la società odierna, svolgendo un importante ruolo educativo individuabile nella creazione di un valore estetico e culturale condiviso da un vasto pubblico.