Ludovica dice che se lo ricorderà per tutta la vita. «Ho scavalcato le transenne. Mi sono avvicinata. Gliel’ho chiesto. Il mio mito, una leggenda dello sci, mi ha detto di sì e me l’ha firmato: un’emozione pazzesca». C’è un video che racconta tutto e ha fatto il giro del circo bianco. Si vede sua maestà Mikaela Shiffrin regalare il pettorale a una ragazzina torinese, che scoppia a piangere e inizia a saltare. Ludovica, la faccia della felicità è il simbolo dell’amore di un paese intero. A Sestriere la gente impazzisce per la Coppa del Mondo. In ogni casa ci sono autografi e cimeli, tipo quello che un ex direttore di gara, Marco Marcellin, ha subito sfoggiato dopo il trionfo di Federica Brignone sulla Kandahar Agnelli: una copia della classifica del 1983, con in testa Maria Rosa Quario. “Ninna”, la mamma di “Fede”, aveva vinto sulla stessa pista 37 anni prima della figlia. Marcellin però conservava quel foglio per un altro motivo: «Quell’inverno avevamo riavuto la Coppa dopo 12 stagioni. Ci era mancata tantissimo». Trentamila presenze e 100 milioni di telespettatori, tra lo slalom gigante e il parallelo. Dopo il successo delle gare femminili del 18 e 19 gennaio, il presidente della Federsci Flavio Roda ha spiegato che Sestriere ora merita una tappa fissa del massimo circuito. Ed ha avvallato la richiesta del Comune di candidarsi a ospitare i Mondiali del 2029: un sogno nato come rivincita dopo l’esclusione da Milano-Cortina 2026, e coltivato negli scorsi mesi. Adesso è ufficiale. Il sindaco Gianni Poncet, con il sostegno della Regione e in particolare del consigliere suo predecessore Valter Marin, sta lavorando al dossier con cui riportare la rassegna al Colle. C’era già stata nel 1997, e aveva cambiato volto alla stazione.

«Il progetto prevede la creazione di uno stadio di allenamento permanente e di una nuova medal plaza con un parcheggio sotterraneo» anticipa Poncet, già protagonista dell’organizzazione del 1997 e poi di Torino 2006. «Le prove tecniche si disputerebbero davanti al paese, la velocità in Banchetta, con grossi lavori da realizzare. Tra fondi del Tesoretto Olimpico, regionali e comunali, ci sono circa 9 milioni di euro che si possono usare per avviare i preparativi. I Mondiali ci permetterebbero di rinnovare strade e impianti di risalita. Possono garantirci un futuro e aiutarci a continuare ad avere le tappe di Coppa».

Funziona così: è più facile rimanere in calendario se si ha in programma una grande manifestazione. Sestriere ha impiegato cinque anni, stavolta, per rientrare nel giro. Dall’edizione del 2011 (cancellata per nebbia) a quella del 2016, quando 20 mila tifosi si erano goduti slalom e gigante rosa. Un boom clamoroso, poi altri tre inverni di stop e adesso il secondo exploit. Complesso replicare già nel 2020/2021, ma quello che conta è non perdere più il ritmo. «La Coppa dà un ritorno di immagine straordinario – assicura Poncet – piace ai tour operator, stimola gli imprenditori e i lavoratori a migliorare il livello dei servizi. Una sfida che per noi è fondamentale: dobbiamo ritrovare la clientela con buone capacità di spesa, un tipo di turismo da cui guadagnano tutte le attività, dai bar ai ristoranti alle scuole sci. Va attratta con hotel di livello, per questo abbiamo inserito nel piano regolatore delle aree per realizzare due strutture a 4 e 5 stelle, da 200 posti letto ciascuna».

 

Sofia Goggia

«I grandi eventi sportivi portano investimenti pubblici e aiutano tutto il sistema ricettivo ad alzare la qualità», conferma Eric Bertalot, mountain manager del Club Med di Pragelato. Il villaggio con il più alto indice di gradimento tra gli oltre 70 della società cinese. Per una settimana in una delle casette del Plan, una famiglia con due bambini spende più di 6000 euro. «Quindici anni fa il nostro gruppo ha deciso di innalzare la gamma, per differenziarsi dai competitor che stavano nascendo. Così abbiamo cercato nuovi target: il mondo gira e c’è sempre qualcuno disposto a spendere. A inizio febbraio a Pragelato abbiamo clienti da 24 paesi. Sud America, Estremo Oriente, Africa. Il nostro continente è in crisi ma ci sono economie che crescono a doppia cifra e noi puntiamo a quelle». Il resort in Valchisone è quasi sempre sold-out, ha 700 posti, 350 collaboratori, e si prepara ad un ampliamento. «Ci sono territori che non possono puntare sulla qualità, ma questo sì, perché ce l’ha innata: arte, cultura, storia, l’agroalimentare, la posizione strategica, vicino alle Langhe, agli aeroporti e a Torino». Caratteristiche fondamentali per chi viene da lontano: e quelli sono clienti strategici, perché tradizioni e vacanze si incrociano. Gli ortodossi festeggiano il Natale in ritardo, ad esempio, e così riempiono un periodo di bassa stagione per le montagne piemontesi. Come pure l’America latina, che ha la pausa estiva nel pieno dell’inverno alpino. I cinesi, indipendentemente dal loro Capodanno, sono in costante aumento. «Quel mercato sta esplodendo. Si sono dati l’obiettivo di raggiungere i 300 milioni di sciatori entro le Olimpiadi. Cioè nuovi appassionati, nuovi potenziali turisti. Un’opportunità straordinaria». Infrastrutture, tradizioni, professionisti: è tutto da costruire e per i Giochi di Pechino 2022 sta nascendo una specie di gemellaggio con le montagne olimpiche torinesi. I maestri di sci vengono chiamati come formatori; al comprensorio della Vialattea è stata chiesta una consulenza; allo sci club Golden Team di Daniela Ceccarelli sono stati affidati dei baby talenti con gli occhi a mandorla. C’è un valsusino a capo dello sci paralimpico cinese (Dario Capelli) e ci sono brand come Briko che si preparano a vestire milioni di neofiti della neve. Briko appartiene alla galassia Basic Net. Produce caschi da bici e da sci, e come Kappa (il marchio più famoso dei tanti nella rete ideata da Marco Boglione) è sponsor di varie nazionali, tra cui quella italiana, quella americana e quella cinese. «Il futuro è laggiù» spiega il presidente Marco Boroli.

«Nasceranno decine di stazioni sciistiche e i cinesi si adegueranno da subito agli standard europei. Sulle loro nuove piste si indosseranno le protezioni che aziende come la nostra sapranno inventare». Briko continua ad accelerare sul fronte dell’innovazione tecnologica e Boroli sa bene che la sfida cruciale è proprio moltiplicare i numeri. «Per i caschi funziona come per le auto. La tecnologia è una commodity, se si allarga il mercato i prezzi scendono. Oggi sulle utilitarie ci sono le dotazioni che qualche anno fa c’erano sulle auto di lusso. Con creatività dobbiamo riuscire ad accorciare questo tempo, perché la sicurezza non può essere un lusso. Stiamo lavorando per rendere i nostri prodotti più avanzati accessibili a tutti, il prima possibile».

Il più sofisticato si chiama CerebellumOne ed è un casco intelligente per la bici, che ha dei sensori che riconoscono i pericoli attorno al ciclista, e possono salvargli la vita. È stato il primo esempio al mondo di “sicurezza attiva” e non passiva. È atteso da mesi e subito dopo la presentazione si era parlato di un prezzo attorno ai 500 euro che per ora non è confermato. Le linee base, per neve o due ruote, non superano i 100 euro. Ma ci sono special edition che possono arrivare fino a mille: tanto costerebbe il casco regalato a Lindsey Vonn, se mai arrivasse nei negozi. Pensato per omaggiare la sciatrice al ritiro, è rivestito in lamine d'oro: un gioiello, oltre che una protezione. La prova che l’eccellenza “tira” sempre: «Quando lo abbiamo consegnato alla nostra campionessa siamo stati sommersi dalle richieste – confessa Boroli – questo sì che è un esempio di artigianato italiano di altissimo livello e della capacità di personalizzazione». Tradotto, lusso.

Anche alla Audi, l’altro main sponsor dello sci azzurro (e pure della Coppa del Mondo), usano formule così. Spiegano che oggi "la distintività e l’auto-gratificazione” si esprimono con una nuova consapevolezza ambientale. Le auto più esclusive, in pratica, sono diventate quelle che rispettano la natura e in particolare il contesto alpino. Il suv e-tron, ad esempio: motore 100% elettrico, nessun rumore, impatto locale zero. Audi l’ha scelto come simbolo della partnership con Cortina, ma il progetto sulle località sciistiche è molto più ampio: dall’Alta Badia fino a Campiglio, i quattro anelli stanno stringendo accordi con le amministrazioni per dotare le strade di colonnine di ricarica. E per sperimentare con i Comuni di montagna forme di mobilità condivisa e più sostenibile. Un esempio: i bus elettrici che accompagneranno gli escursionisti nei boschi dell’Adamello Brenta. La casa tedesca investirà 40 miliardi sull’elettrico nei prossimi anni e il direttore di Audi Italia Fabrizio Longo era andato a spiegarlo proprio ai delegati dei geoparchi di tutto il mondo riuniti a Campiglio. «Fino a ieri tutela dell’ambiente e spinta all’innovazione sembravano due mondi opposti, destinati a non incontrarsi mai. Oggi sono, anzi devono essere, due facce della stessa medaglia».