EDITORIALE

Nell’era della comunicazione istantanea, con 6 miliardi di persone nel mondo che dal 2020 saranno connesse alla rete (come ci ha fatto notare Fabio Vaccarono, capo dell’Italia e nel board Emea, uno dei più apprezzati manager mondiali di Google, nostro ospite qualche settimana fa per una delle iniziative di Tosetti Value per l’arte), poter guardare gli avvenimenti che si susseguono senza l’ansia, e talvolta l’inutilità, di doverli giudicare per quel che significano oggi per l’oggi, dà a Infinito un grande vantaggio: valutare le scelte economiche e le grandi tendenze della politica liberi dalle scorie di uno scontro quotidiano che troppe volte ci fa perdere di vista le cose che contano, quelle che davvero influiscono sulla nostra vita e sul futuro del Paese.

È evidente che l’Italia e l’Europa non stanno attraversando tempi facili, ma sappiamo bene che il nostro paese ha dalla sua due pilastri: la grande forza delle nostre imprese, in massima parte familiari, che danno vita alla seconda manifattura del continente e a 550 miliardi l’anno di export, e un risparmio privato che è il secondo al mondo (4 mila miliardi di euro) e che è l’altra faccia di un debito pubblico purtroppo sempre più imponente. Due pilastri che ci permetteranno di arrivare senza eccessivi danni in fondo ad una campagna elettorale, quella per le elezioni europee, che è già partita non solo in Italia, che è senza esclusione di colpi e che avrà di buono che per la prima volta coinvolge una larga fetta di opinione pubblica.

Credo che per cittadini europei quali noi siamo per scelta e per cultura il tema sia uno solo: far funzionare meglio le istituzioni europee avvicinandole ai bisogni dei popoli per poter crescere e, per questa via, contrastare le disuguaglianze e le povertà che stanno alimentando nazionalismi e demagogie. Da troppi anni l’Europa, tuttora il mercato più ricco del mondo, cresce la metà degli Stati Uniti, e da altrettanti anni l’Italia cresce la metà dell’Europa. È qui che bisogna cambiare passo, altrimenti ci si avviterà sugli effetti senza affrontare a viso aperto le cause.

Questa volta Infinito vi segnala la success story di Balocco, azienda familiare che nell’alimentare è riuscita a ricreare il Natale ogni mattina con la prima colazione. “Radici nel passato, albero nel presente e seme nel futuro”, una bellissima definizione di Alberto Balocco per la sua impresa familiare. Ne scrive per noi Paolo Bricco, il giornalista che ha lavorato tre anni per scrivere un libro molto bello su Sergio Marchionne. Un caro saluto a tutti.